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Hashtag, un simbolo utile per i social network. Alcuni tool per analizzarli e scegliere quelli giusti

Oggi gli hashtag (#) sono usati in più social network con funzionalità ben precise. Esattamente cosa sono? Secondo il Dizionario Garzanti: “Hashtag: (Internet) in alcuni social network, parola o frase preceduta dal simbolo cancelletto (#), che permette di contrassegnare i messaggi con una parola chiave utile a classificarli, rendendoli facilmente reperibili agli utenti interessati all’argomento”.

Introdotto da Twitter nel 2009, rappresenta uno dei grandi punti di forza di questo social, in quanto permette di dividere le discussioni della community per argomenti di interesse, oltre ad evidenziare i topic trend, ovvero le discussioni di tendenza. Sulla scia di Twitter gli hashtag sono poi stati adottati anche da Instagram, da Pinterest ed infine da Facebook a partire dal 2013. Gli hashtag precedono di solito una parola, devono essere corti e semplici così da essere riconosciuti facilmente ed essere ricercati dagli utenti.

Molto efficaci sono l’uso di frasi non troppo lunghe, tre-quattro parole al massimo, precedete appunto da hashtag per lanciare una campagna, un’iniziativa o un evento. Frasi ad effetto che restano in mente e che agevolano gli utenti a cercarle.

Vediamo allora l’uso degli hashtag nei vari social network.

Twitter

L’uso degli #, secondo Twitter, ha effetti positivi in termini di engagement, sia per i singoli utenti, sia per i brand. Attenzione però: mai usarne troppi.

I tweet con uno o due hashtag (non di più) raggiungono solitamente il 55% in più di retweet #smm Condividi il Tweet

Le diverse ricerche hanno rilevato come l’engagement maggiore fosse da imputare ai maggiori spazi cliccabili all’interno di un tweet: il potere della call-to-action! Per sfruttare al meglio gli hashtag abbinateli quindi alle mention, stando sempre attenti a non incappare in spam gratuito: la netiquette è sempre importante.

Facebook

In questo caso l’uso di hashtag trova opinioni discordanti: l’idea generale è però che al momento non portino alcun beneficio, se non a livello di branding. Volete rendere più ricordabile l’hashtag che utilizzate su Twitter e Instagram? Riproponetelo anche su Facebook.

Instagram

Su questo social network gli hashtag sono fondamentali e si può addirittura abbondare. L’importante è, quando si posta una foto, raccontarla con due, massimo tre hashtag e poi, alla fine, o in un commento separato metterne fino a una ventina. E’ importante puntare su parole chiave più attinenti alla propria nicchia e alla fotografia postata.

Google +

Questo social, utilizzato ormai quasi esclusivamente a fini SEO, aggiunge automaticamente gli hashtag ai propri status, lasciando però agli utenti la possibilità di personalizzarli. Anche in questo caso è bene sceglierli oculatamente e non utilizzarne troppi, per evitare penalizzazioni da Google.

Pinterest

L’utilizzo in questo caso è discrezionale, come nel caso di Google+. Pinterest indicizza per il suo modulo di ricerca tutte le parole contenute all’interno della descrizione, quindi non è necessario agire su quelle.

Non sempre è consigliabile utilizzare solo gli hashtag più popolari. Nel mucchio, i propri contenuti rischiano di perdersi o passare inosservati. Esistono dei tool per analizzare gli hashtag. Ad esempio Ritetag, che aiuta a scegliere i migliori hashtag possibili per i tweet, Trends Map, che consente di visualizzare in tempo reale  la mappa dei trending hashtag basati sulla posizione, in ogni parte del mondo, Hashtags che è anche una fonte di suggerimenti utili ed insight, indispensabile per monitorare hashtag e ottenerne analisi dettagliate.