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Intervista a Massimo Zanin amministratore delegato di A.I.A. divisione Mangimi Veronesi

Intervista a Massimo Zanin amministratore delegato di A.I.A. divisione Mangimi Veronesi

I clienti sono il patrimonio di un’azienda e la loro soddisfazione è la risposta alla professionalità e competenza impiegate nel fornire i ns. servizi.

entiria ha deciso di sviluppare un dialogo con i propri clienti, attraverso una serie di interviste, per conoscere non solo la loro opinione sui siti internet realizzati, ma anche la loro visione sulla tecnologia e su internet nei differenti ambiti in cui operano.

La prima intervista è a Massimo Zanin Amministratore Delegato di A.I.A.  divisione Mangimi Veronesi, storica azienda scaligera che produce mangimi per tutti i settori della zootecnia. Con sette stabilimenti produttivi dislocati su tutto il territorio nazionale, Veronesi è un punto di riferimento per decine di migliaia allevatori italiani.

 

  1. Qual era la vostra esigenza per lo sviluppo del nuovo sito internet?

Un sito internet ha molteplici obiettivi, dall’istituzionale al commerciale, ma soprattutto deve essere in grado di rispondere con immediatezza alla curiosità dell’utente, sia che questi vi acceda da un computer che da un tablet o uno smartphone. Il primo obiettivo dunque  che Veronesi si è posta nella realizzazione del proprio sito è stato quello di essere facilmente reperibile sia nelle ricerche dirette che quelle indirette, ossìa anche come risultato di ricerche rivolte al prodotto mangime. Il secondo obiettivo è stato quello di creare un’interfaccia grafica accattivante, in grado di incuriosire e trattenere le persone sul sito, indipendentemente dal device utilizzato. Veronesi è azienda leader nel proprio settore, molto conosciuta ed in grado di fornire  informazioni interessanti agli operatori del settore, far sì che anche l’immagine del sito sottolinei questo era importante.

 

  1. Quali sono i vantaggi che avete riscontrato con questo nuovo sito

Il nuovo sito ha richiamato l’attenzione degli allevatori e dei rivenditori agricoli, i due canali ai quali si rivolge il nostro prodotto, ma anche di tutti i professionisti con ambizioni di collaborazione con il nostro Gruppo. La pagina dei contatti offre infatti la possibilità di inserimento del proprio curriculum, che viene successivamente analizzato dal nostro comparto HR o dalla direzione commerciale in caso di proposte come agenti. Sono centinaia le richieste arrivate attraverso questo canale. Il sito Veronesi funziona poi anche da link – attraverso un pop up – con il più specialistico www.fishfeed.eu, dedicato agli operatori dell’acquacoltura. La specificità del settore e la struttura del sito ha favorito sicuramente i contatti internazionali, che a questo indirizzo sono decisamente la maggioranza. La scelta di proporre il sito nelle lingue più diffuse nei paesi a più alto potenziale di interesse si è senza dubbio rivelata una scelta vincente.

 

  1. Appena il 66% delle PMI possiede un sito, così come emerso da una ricerca condotta dall’Osservatorio IULM, cosa pensa di questo dato?

La presenza su internet è oggi determinante. Se pensiamo al comportamento di ciascuno di noi, la prima cosa che ci ritroviamo a fare di fronte ad un nome, un concetto, un prodotto, un’azienda che non conosciamo, è “googlarlo” . Non avere un sito internet, anche basico, significa oggi non essere raggiungibili. Avere un sito internet significa invece aprirsi al mondo, in senso commerciale e geografico. Dunque…mai più senza !

 

  1. Secondo lei le imprese italiane hanno compreso la potenzialità di internet per fare business?

I più grandi players dell’e.commerce non sono italiani, anche se sono molte le aziende italiane presenti sulle grandi piattaforme internazionali. Internet, come dicevo prima, è in grado di abbattere le barriere derivanti dalle distanze, dalla dimensione aziendale – e quindi dall’organizzazione – e, per assurdo, anche dalla lingua. Un inglese basico appare molto spesso sufficiente per avviare relazioni con clienti residenti in Paesi che mai ci saremmo aspettati di affrontare. Tutto questo purtroppo non è stato ancora compreso da tante aziende italiane, come dimostrano i risultati della ricerca dello IULM. Un buon sito internet, un buon posizionamento sui motori di ricerca, buone campagne online – mirate – sono oggi più importanti, flessibili- ed ecologicamente più sostenibili – di tante brochure o cataloghi.

 

  1. La competitività di un’azienda va a braccetto con la tecnologia?

La tecnologia in generale ci ha consentito negli anni di migliorare molti aspetti del business. Ci ha reso più efficienti, perché informatizzazione ed automazione hanno reso più veloci molti processi; ha creato maggiore flessibilità nelle fasi produttive, consentendoci dunque di soddisfare in maniera più precisa e puntuale il nostro cliente; la tecnologia ci consente di avere molte più informazioni disponibili e ci aiuta a gestirle in maniera efficace. Questa tecnologia che dagli anni ’80 in avanti ha visto aumentare il proprio peso nello sviluppo delle aziende, va affiancata oggi alle infrastrutture di rete, indispensabili per la gestione in mobilità di tutti i processi. La banda larga, ultralarga, la fibra stanno diventando sempre più parte della nostra quotidianità. Le autostrade lungo le quali far correre i dati stanno crescendo, stanno raggiungendo tutto il Paese, noi e le nostre aziende dobbiamo essere pronti a sfruttarne tutto il potenziale.

 

  1. Come si immagina l’impresa del futuro?

Il prodotto italiano è riuscito a garantirsi un posto al sole sui mercati mondiali grazie alla sua qualità, e questo deve rimanere alla base di tutto ciò che vogliamo che si caratterizzi per essere made in Italy. La qualità deve essere però oggi intesa in termini più ampi, facendo sì che i nostri prodotti possano essere resi più disponibili e fruibilli da tutti i potenziali consumatori, indipendentemente dal luogo in cui si trovano. La velocità sta diventando una variabile importante, ci stiamo abituando a ricevere ciò che vogliamo, dove vogliamo in tempi brevissimi. La capacità delle nostre aziende deve essere quella di soddisfare le esigenze del consumatore, btob o btoc che sia, in tempi veloci,prima che qualcun’altro lo faccia al posto nostro. Perchè un concetto non è stato cambiato dalla tecnologia, quello che il nostro fondatore ricordava ancora all’inizio della sua avventura imprenditoriale, e cioè che  “il cliente è il nostro datore di lavoro”.