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Intervista a Beppe Giuliano, giornalista, direttore ed editore di Euposia, La Rivista del Vino

Giornalista dal 1982, Beppe Giuliano ha ricoperto numerosi ruoli di prestigio nel panorama della stampa: dalla radio, alla televisione alla carta stampata fino a internet. Ha lavorato per testate giornalistiche come Il Gazzettino, Telenuovo, Il Nuovo Veronese e il Giornale Adige. Ha collaborato con Confindustria e la Fiera di Verona per Vinitaly. Oggi è direttore ed editore di Euposia (www.euposia.it) La Rivista del Vino con l’obiettivo di far conoscere meglio il vino, i terroir, le aziende che producono i vini più interessanti tanto in Italia che all’estero. Giuliano è altresì direttore ed editore di The Italian Wine Journal (http://www.italianwinejournal.com), rivista in inglese dedicata al mondo del vino a livello internazionale.

 

1) Ci sono molti siti e blog dedicati al vino. Quali sono i punti di forza dei siti Euposia e Italian wine journal? 
Anche a costo di sembrare antipatico, la differenza sta nel fatto che entrambi i siti sono curati da giornalisti professionisti con, ahinoi, più di 25 anni di esperienza nel giornalismo. Aggiungo, esperienza plurisettoriale: siamo partiti tutti dalla cronaca, abbiamo sviluppato nostre specializzazioni, abbiamo visto le nostre “fettine” di mondo e da più di dieci anni seguiamo il mondo del vino. Ma non ci occupiamo soltanto di quello. Quando si parla di credibilità dell’informazione, di fake news, o della veridicità di quanto si immette oggi sui social…beh, noi crediamo che confrontarsi con giornalisti sia ancora un valore aggiunto per il lettore in termini di qualità, pura e semplice, dell’informazione. 

Importante è stata anche la collaborazione con Entiria iniziata ormai dieci anni fa. Negli anni abbiamo aggiornato i siti secondo le esigenze e le funzionalità richieste degli utenti, fino ad arrivare ai siti responsive, cioè ottimizzati per tutti i dispositivi specie gli smartphone. I siti in questo modo sono ben visibili sia per i testi che le immagini. In particolare, The Italian Wine Journal è rivolto soprattutto a utenti stranieri ed è quindi fondamentale che siano ben leggibili dagli smartphone, ormai lo strumento più utilizzato per accedere a internet.

2) Cosa cercano gli utenti riguardo al vino? 

Informazioni pratiche, storie, analisi di prodotto, tutto quanto può aiutare nello scegliere successivamente un vino al supermercato o al ristorante. Il gap di formazione dei winelover italiani rispetto agli altri appassionati nel mondo è ancora molto ampio. Credo che ci siamo tutti illusi di essere dei gran esperti soltanto perché viviamo nel cuore del vino mondiale. Non è così. Il mondo del vino è complesso, ricco di sfumature, di interessi reali e concreti. Basti pensare ai tantissimi territori dove nasce oggi il vino, alla grande qualità diffusa e percepibile del vino nel mondo. Bisogna approfondire molto. Ma questo non deve rappresentare una barriera, quanto un bellissimo gioco da fare da soli o in compagnia. Vi invito a farne uno, facile facile: tutti noi beviamo Prosecco. Ebbene, il prosecco non è uno solo. Esistono più denominazioni, più territori, più livelli di dolcezza…ci sono ben 43 micro-denominazioni di altissima qualità. Ecco, provate a cercare queste differenze, a scoprire queste denominazioni, grandi o piccole che siano…è un viaggio bellissimo che  insegnerà tante cose. 

3) Come sceglie le notizie e le immagini per i siti di cui è direttore? 

Con la solita, vecchia, regola: dove sta la notizia? cosa può interessare un lettore? dove sta la novità? abbastanza semplice in fondo… 

4) Quanto contano i social network per riviste di settore come quelle  che gestisce? 

E’ un campo soltanto parzialmente esplorato che viene usato per raggiungere con maggiore immediatezza i lettori e per portarli sui nostri siti. E’ un aggravio di lavoro sicuramente che non sempre si traduce in un vantaggio competitivo concreto. Sicuramente ci ha costretti a ragionare in termini diversi: i nostri lettori oggi sono sugli smartphone e non più al Pc di casa o di lavoro. Questo cambia anche il nostro linguaggio. O, almeno, dovrebbe. Stiamo imparando anche noi, in fondo. 

5) E’ ancora valido per internet il detto “The content is king”? 

Per noi giornalisti sì. In fondo che si tratti di radio, internet, carta stampata o televisione…sono soltanto mezzi che noi usiamo per raggiungere i nostri utenti. Ma se li raggiungiamo con cose inutili, storie vuote, tutto questo sforzo non serve a nulla. Anzi.